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Sociale – Stanziamento di 291 milioni a sostegno delle fasce più deboli

Sociale – Stanziamento di 291 milioni a sostegno delle fasce più deboli

Un investimento di 291 milioni per i prossimi anni per una “rivoluzione” del welfare in tutto il Lazio, con tre obiettivi: potenziamento e miglioramento della qualità dei servizi rivolti ai soggetti fragili (in particolare minori e anziani con limitata autosufficienza); alleggerimento dei carichi dei nuclei familiari più vulnerabili e dei caregiver; creazione di benessere per i soggetti fragili e per le loro famiglie.
Il programma è stato presentato questa mattina in Regione e ha il suo fulcro nella nuova legge sul welfare approvata dieci giorni fa in
Consiglio regionale. Quattro le direttrici di intervento a carattere sociale:

– sviluppo di servizi per le famiglie con bambini nella prima infanzia (78 milioni). Tra queste, la Regione Lazio come prima azione ha approvato l’iniziativa ‘Nidi al via’, del valore di 3 milioni di euro con l’intento di aprire 17 nuovi asili nido per complessivi 560 nuovi posti bimbo gia’ dall’anno educativo 2016/2017. Le prossime iniziative saranno: i nidi aziendali e l’erogazione di voucher (buoni/servizio) alle famiglie del valore di 150/200 euro mensili, per tre anni, da utilizzare presso tutte le tipologie di asilo nido (pubblici e privati) del territorio regionale;

– sviluppo di servizi per famiglie con over 75 a ridotta autosufficienza (94 mln). In particolare, è prevista l’erogazione di voucher da 300 a 500 euro per favorire l’accesso dei nuclei familiari alla rete dei servizi sociosanitari domiciliari e a ciclo diurno, oltre allo sviluppo della rete di centri diurni e altri servizi semiresidenziali, per cui sono
stanziati 9 milioni di euro

– progetti sportivi per i minori dei nuclei familiari più vulnerabili (7 mln);

– interventi di contrasto alla povertà che prevedano specifiche misure di inclusione attiva (112 mln). L’obiettivo della Regione è quello di sostenere le famiglie e le persone in condizioni di povertà creando una rete tra gli attori del territorio (istituzionali e no), per attivare percorsi di reinserimento lavorativo e sociale fondati sulla presa in carico globale della famiglia.

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