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Sanità, presentato piano per abbattere le liste di attesa in 12 settimane

Sanità, presentato piano per abbattere le liste di attesa in 12 settimane

Un piano regionale per il governo delle liste d’attesa nella Regione Lazio, che prevede un aggiornamento del vecchio piano per le prestazioni di specialistica ambulatoriale, con alcune novita’ riguardanti i criteri per l’individuazione degli Ambiti di garanzia e i Progetti straordinari per l’abbattimento delle liste di attesa.

Il decreto e’ il frutto di un ampio accordo e di un lavoro di condivisione e studio della Regione Lazio con le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil) e quelle della Medicina Generale. L’insieme delle azioni descritte ha come obiettivo il governo delle liste di attesa con il contenimento dei tempi che devono essere gradualmente ricondotti a livelli di normalita’ raggiungendo, per le prescrizioni di primo accesso prioritarizzate, gli standard di risposta entro i tempi massimi indicati a livello nazionale (90%), con riferimento agli ambiti territoriali di garanzia.

Il Decreto assegna inoltre alle Direzioni aziendali delle ASL  60 giorni, dalla data di notificazione del provvedimento, per adottare e trasmettere alla Direzione Regionale l’aggiornamento del piano attuativo aziendale.
Con il nuovo piano regionale per le liste d’attesa e’ prevista l’indicazione da parte del medico prescrittore del grado di urgenza della prestazione richiesta sulla base di criteri clinici condivisi. Queste le 4 priorita’ che il medico potra’ assegnare sottoscrivendo la ricetta:  U – Urgente da eseguire entro 72 ore; B  – Breve da eseguire entro 10 giorni; D  – Differibile da eseguire entro 30 giorni per le visite e 60 per le prestazioni strumentali;  P   – Programmata da eseguire entro 180 giorni.

Per rispettare le classi di priorita’, il decreto mette a punto un governo delle liste di attesa con la netta distinzione in due flussi: primo accesso e presa in carico. Sara’ dunque il medico di base o il medico al quale ci si e’ rivolti a prenotare la prestazione necessaria e ad assegnare al paziente luogo e data del controllo mediante un software che comunica con il Recup regionale. L’abbattimento delle liste d’attesa (che ha un tempo stimato di realizzazione di dodici settimane) riguarda principalmente 8 esami ecografici e 3 visite specialistiche, quelli dove le attese sono piu’ lunghe, con un finanziamento di 10 milioni di euro stanziati per realizzare questo progetto.

Il decreto stabilisce inoltre la cosiddetta ‘trasparenza delle agende di prenotazione visibili al ReCUP’, al fine di consentire la razionale attivita’ di registrazione di tutti gli appuntamenti. La regola di base e’ che ad ogni prestazione erogata deve corrispondere una prenotazione.
Il nuovo piano prevede una ‘riformulazione delle Asl’ al loro interno, ovvero ogni Asl dovra’ programmare la propria
rete di offerta per le diverse tipologie di prestazioni, valutando la quota di attivita’ che e’ in grado di produrre attraverso le proprie risorse e quella che puo’ essere acquistata dalle Aziende Ospedaliere  e dalle strutture private accreditate. Le Aziende sanitarie dovranno infine prevedere il recupero dell’efficienza attraverso l’ottimizzazione dei turni del personale e dell’uso dei macchinari. In ogni azienda del Servizio sanitario regionale sara’ aumentata la produzione attraverso prestazioni aggiuntive e l’apertura dei servizi (fino alle ore 22 e nei giorni di sabato e domenica).
Per le tre visite specialistiche sara’ inoltre avviata una sperimentazione grazie alla quale il cittadino puo’ eseguire un
esame in giornata senza avere la prenotazione. Gli “Ambulatori aperti” devono essere attivati in ogni distretto (almeno 2 nelle ASL del Comune di Roma) a partire dalle Case della Salute. Tutto questo per smaltire al piu’ presto le richieste arretrate ed entrare in regime con le nuove regole approvate dal DCA.
Il decreto prevede anche uno ‘stretto monitoraggio di inadempienze, irregolarita’ o situazioni in contrasto con le
norme vigenti’, e se riscontrate, le ASL provvederanno ad una riduzione o sospensione delle attivita’ di Libera professione
(intramoenia), nei casi in cui i tempi di attesa dell’attivita’ istituzionale superino, in modo sistematico e rilevante, quelli
massimi indicati dalla programmazione regionale. La riduzione e sospensione cessera’ dal momento in cui saranno ripristinati i tempi di attesa per l’attivita’ istituzionale inferiori ai valori massimi previsti.(

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