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Rider, Buschini: “Da Lazio prima legge in Italia”

Rider, Buschini: “Da Lazio prima legge in Italia”

“Tutela della salute e della sicurezza del lavoratore, tutela assistenziale e previdenziale, obbligo di formazione e trasparenza sulle condizioni contrattuali, compenso conforme a quanto previsto dalla contrattazione collettiva: sono questi i punti principali della legge approvata in giunta regionale del Lazio, la prima in Italia, presentata dal Presidente Zingaretti su rider e gig economy. Un testo frutto dell’ascolto e della concertazione con piattaforme e lavoratori, che garantisce diritti e che punta a diventare un modello nazionale. L’auspicio ora è che dopo il passaggio nelle commissioni competenti il consiglio approvi in tempi rapidi un testo di tutela e di garanzia delle fasce più deboli”.

Lo dichiara in una nota il capogruppo Pd Lazio Mauro Buschini

ECCO COSA PREVEDE LA LEGGE

I lavoratori digitali sono i protagonisti della proposta di legge approvata dalla Giunta Zingaretti per colmare un vuoto normativo e rispondere alle nuove esigenze emerse nel mercato del lavoro, con la nascita della cosiddetta ‘Industria 4.0’. Con la proposta di legge dal titolo “Norme per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali”, la prima in Italia, la Regione Lazio vuole riconoscere più diritti, più tutele e più innovazione in materia di salute e sicurezza ai lavoratori della gig economy, cioè a coloro che lavorano tramite app o su piattaforme collaborative digitali, come i rider impegnati principalmente nella consegna di cibo a domicilio, indipendentemente dalla tipologia e dalla durata del rapporto di lavoro.

La proposta di legge è il frutto di un percorso partecipato avviato dalla Giunta attraverso una Consultazione pubblica sulla piattaforma on line del sito della Regione Lazio e di una serie di incontri, dedicati a tutti gli attori protagonisti di questo mondo: lavoratori, aziende e organizzazioni sindacali e datoriali.

Un percorso partecipato che continuerà anche dopo l’approvazione della legge in Consiglio regionale con l’istituzione della Consulta dell’economia e del lavoro digitale. Prevista, inoltre, la creazione del Portale del lavoro digitale composto dall’Anagrafe regionale e dal Registro regionale delle piattaforme digitali. I lavoratori e le piattaforme digitali potranno iscriversi al Portale, l’iscrizione è gratuita e avverrà nel rispetto della privacy, per accedere alle forme di tutela integrative che saranno finanziate dalla Regione. La proposta di legge è stata illustrata dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e dall’assessore al Lavoro e nuovi diritti, Claudio Di Berardino.

LE PRINCIPALI MISURE CONTENUTE NELLA PROPOSTA DI LEGGE

Tutela della salute e della sicurezza: al lavoratore digitale sono riconosciuti il diritto alla tutela contro infortuni e la malattia professionale; le piattaforme digitali adottano le misure per la tutela psico-fisica del lavoratore, la manutenzione dei mezzi di lavoro e la formazione sulla sicurezza.

Tutela assistenziale e previdenziale: sono a carico della piattaforma digitale l’assicurazione obbligatoria contro infortuni, malattie professionali, danni a terzi, la maternità e la paternità.

Obbligo di formazione e informazione: la piattaforma digitale provvede alla formazione e offre chiarezza e trasparenza su tutte le condizioni contrattuali e lavorative.

Rating reputazionale: chiarezza e trasparenza saranno garantite dalla piattaforma digitale sull’utilizzo dell’algoritmo che determina l’incontro tra domanda e offerta e sulla procedura di valutazione per la formazione del rating reputazionale.

Compenso: il compenso sarà a tempo e non può in ogni caso essere inferiore alla misura oraria minima secondo quanto previsto dalla contrattazione collettiva. In ogni caso il compenso non può essere stabilito a cottimo.

La Regione, inoltre, si impegna, con uno stanziamento di 2 milioni di euro per il biennio 2019/2020, a mettere in campo forme di tutela integrativa in materia di previdenza e assistenza, a contribuire alla formazione in materia di salute e sicurezza e all’informazione sui diritti dei lavoratori.

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