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Regione Lazio, rifiuti: “Riconversione impianti Colleferro per obiettivo rifiuti zero”

Regione Lazio, rifiuti: “Riconversione impianti Colleferro per obiettivo rifiuti zero”

 

“Questa mattina la Giunta regionale ha approvato, come già annunciato qualche giorno fa, la delibera per riconversione dell’impianto di Colleferro. Un progetto che favorirà la costruzione di impianti altamente tecnologici, supererà in breve tempo il sistema della termovalorizzazione dei rifiuti, con l’obiettivo di centrare la “end of waste”; a dare la notizia è il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti che aggiunge: “Ciò che vogliamo fortemente, anche grazie alla collaborazione di tutti i Comuni della nostra regione è consentire al Lazio di essere all’avanguardia nel sistema dei rifiuti, un target che possiamo raggiungere proprio spegnendo finalmente il termovalorizzatore di Colleferro, iniziando la sua riconversione e continuando a investire ingenti risorse per la raccolta differenziata. Il presidio industriale verrà realizzato sempre a Colleferro, dove sarà avviata la dismissione dell’attuale struttura”.

Il nuovo impianto verrà progettato da LazioAmbiente spa, in collaborazione con Università e Istituti di ricerca, mutuando le migliori esperienze già consolidate in diverse capitali europee, ma introducendo anche tecnologie di ultima generazione. Il progetto rappresenterà uno dei cardini del nuovo Piano regionale dei rifiuti e diverrà il fulcro del Piano industriale di LazioAmbiente spa, che potrà così essere ceduta dalla Regione e messa con successo sul mercato, come prevede la legge Madia. Obiettivi strategici per la cessione delle azioni di LazioAmbiente spa detenute dalla Regione Lazio saranno la salvaguardia dei livelli occupazionali, l’equilibrio economico/finanziario della società, la protezione del know how e degli asset industriali e la condivisione del processo con Enti e Istituzioni interessate.

In particolare, attraverso la società LazioAmbiente, la Regione punta a promuovere la realizzazione di un presidio industriale, dove verranno eseguiti processi di lavorazione per estrarre risorse dai rifiuti in uscita dai TMB, evitando così lo smaltimento in discarica o negli inceneritori. Il nuovo impianto potrà consentire anche l’eventuale declassamento dei TMB a semplici stazioni di tritovagliatura primaria e raffinazione delle matrici secche. Questo degradamento funzionale consentirà la cancellazione del processo di stabilizzazione della FOS nei TMB, con la conseguente eliminazione dei disagi olfattivi, il recupero delle aree interne e la valorizzazione ecologica ed economica. Nel presidio industriale si potrà ricavare dalla FOS il metano da trasformare in biofuel, gassoso o liquido, per autotrazione; il carbone da destinare ad impieghi civili e industriali; la biomassa da trasformare in biofuel liquido; quella da trasformare in substrati sostitutivi di torbe e quella mineralizzata per conglomerati inerti, mentre dagli scarti dei TMB si potrà ottenere plasmix da inviare a stampaggio; inerti da raffinare per reimpieghi civili e matrici da inviare a recupero nei circuiti dedicati (cellulose, alluminio, banda stagnata, ecc.).

 

 

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