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Regione Lazio, ecco gli indennizzi per le vittime dell’usura

Regione Lazio, ecco gli indennizzi per le vittime dell’usura

Un bando di 500 mila euro per indennizzi a fondo perduto e fino a 20.000 euro per le vittime di usura. La giunta Zingaretti ha approvato una delibera e la pubblicazione nei prossimi giorni di un bando specifico, grazie al quale la Regione Lazio è l’unica in Italia che prevede la possibilità di un indennizzo a fondo perduto alle vittime di usura.

 CHI PUO’ ACCEDERE AL FONDO

 Possono beneficiare dell’indennizzo le persone fisiche e giuridiche vittime di usura che abbiano provveduto a denunciare all’autorità giudiziaria episodi di usura e abbiano subito l’interruzione e/o la compromissione della propria attività lavorativa.

Per accedere all’indennizzo la vittima di usura deve rivolgersi alle associazioni e fondazioni antiusura (che gestiscono fondi di garanzia regionale e nazionale), iscritte nell’elenco regionale e al MEF.  Le associazioni/fondazioni, ricevuta l’istanza da parte della vittima, provvedono a trasmettere alla struttura regionale competente il progetto e il prospetto di utilizzo delle somme da erogare. In caso di accoglimento della richiesta il relativo importo è assegnato all’associazione/fondazione che ne cura l’utilizzo a favore del beneficiario.

La novità di questo bando è quello di separare l’indennizzo alle vittime dagli altri interventi previsti dalla legge (lr 14/2015) prevedendo che il bando stesso non abbia una scadenza ma resti aperto fino ad esaurimento dei fondi a disposizione. In questo modo la Regione sarà in grado di intervenire tempestivamente sulle richieste di aiuto in arrivo.

Nel corso degli ultimi tre anni – dalla pubblicazione della legge ad oggi – 18 vittime hanno potuto beneficiare di questa norma che non si limita alla prevenzione, ma accompagna le vittime concretamente nella scelta di denunciare gli usurai, mettendole infine nelle condizioni di affrontare con più serenità l’uscita dalle sofferenze subite.

Nel Lazio sono 27 le associazioni, confidi e fondazioni iscritte all’albo regionale antiusura ed accreditate presso le Prefetture che grazie ai fondi regionali hanno preso in carico solo nel 2018 ben  2.500 vittime di usura e sovraindebitamento. La Regione ha finanziato nel 2019 per tutte le azioni previste dalla legge regionale sul sovraindebitamento e l’usura con 2 milioni e 800mila euro. La Giunta regionale ha ‘estrapolato’ da questo finanziamento 500mila euro per creare questo bando aperto senza scadenza e fino ad esaurimento al fine di mettere a disposizione risorse per rispondere tempestivamente alle richieste di indennizzo delle vittime di usura.

 

L’USURA NEL LAZIO: DAI CRAVATTARI ALLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA 

 Il fenomeno dell’usura è in larga parte sommerso, emergendo all’attenzione pubblica solo davanti a un fatto di cronaca o a un’inchiesta giornalistica. L’usura continua ad essere uno dei fenomeni criminali tipici, e perciò più diffusi, nella Capitale e nel Lazio. Accanto ai soggetti che autonomamente si dedicano ai prestiti a tassi usurari (i “cravattari” di quartiere, da sempre presenti nel contesto criminale romano e pronti a fornire prestiti a tassi usurari), opera la criminalità organizzata, che anche attraverso questo canale acquisisce, in forma occulta, il controllo di attività commerciali, già nella titolarità di soggetti stritolati dai debiti. L’usura, a maggior ragione quella ‘mafiosa’, è un reato che non si denuncia: si basa principalmente sull’omertà e su un rapporto vittima-usuraio mafioso con conseguente dipendenza psicologica e fisica. Purtroppo per paura e per vergogna difficilmente la vittima si presenta dinanzi alle Forze dell’Ordine per denunciare il reato.

 

LA NORMATIVA REGIONALE lr 14/2015

La lr 14/2015 proprio per adeguare la normativa a uno scenario, che negli anni è cambiato e che oggi ha come protagoniste la criminalità organizzata e la mafia, ha introdotto alcune novità utili a garantire una più efficace assistenza alle vittime di usura e sovraindebitamento. Tra le iniziativa previste nei casi di sovraindebitamento e per la prevenzione dell’usura ci sono queste misure di sostegno: garanzia fino a 50mila euro da restituire in dieci anni, fondo in dotazione dei Confidi per la tutela delle Micro e P.M.I. destinato a prestazioni di garanzia fino a 25mila euro, sostegno psicologico, assistenza legale e consulenza aziendale finalizzata al miglioramento della gestione economico-finanziaria dell’impresa, consulenza legale, contabile, etc.. E’ previsto inoltre anche il sostegno dell’associazionismo di settore per garantire il presidio dell’Associazioni/Fondazioni sul territorio come deterrente e allo scopo di far emergere il fenomeno. Nel 2016 è stato istituito anche un Tavolo regionale su sovraindebitamento, usura e estorsione

 

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