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REGIONE: BILANCIO DELLA CRESCITA E PER LA RIDUZIONE DELLE DISUGUAGLIANZE

REGIONE: BILANCIO DELLA CRESCITA E PER LA RIDUZIONE DELLE DISUGUAGLIANZE

La manovra di bilancio 2019-2021, al netto del settore sanitario, delle altre risorse vincolate e delle partite tecniche, ammonta complessivamente a 3,42mld di euro per l’anno 2019, 3,31mld per l’anno 2020 e 3,27mld per l’anno 2021. Di questi, relativamente al 2019, 343,9 milioni sono destinati al Fondo taglia tasse, 832 milioni per le spese di funzionamento e obbligatorie, 1,34 mld per il servizio del debito. Per le politiche settoriali di natura corrente sono destinati circa 651,7 mln, di cui oltre la metà (341,1 milioni) è destinata al trasporto pubblico locale e al cofinanziamento regionale dei fondi strutturali.

Continua il sostegno della Regione verso interventi strategici su ambiente e ciclo dei rifiuti, infrastrutture e mobilità, ricerca e trasferimento tecnologico, cura del territorio e investimenti nei comuni, edilizia e tecnologie sanitarie attraverso la programmazione unitaria (risorse del Bilancio, Fondo Sviluppo e Coesione e quota regionale dei programmi comunitari) per un totale di 914,6 mln per il 2019, 774,5 mln per il 2020 e 576,9 mln per il 2021, al netto di altri trasferimenti statali e comunitari.

 

Le principali misure

1)    AUMENTA IL FONDO PER LA RIDUZIONE DELLE TASSE, 20 MLN IN PIÙ PER LA RIDUZIONE DELL’IRAP PER 3.453 AZIENDE

Aumenta da 324mln a 344mln per il 2019 il Fondo taglia tasse che, oltre a confermare le esenzioni e le riduzioni dell’addizionale Irpef del 2018, prevede 20mln in più a beneficio dell’abbassamento dell’Irap per quelle imprese regionali che generano una quota maggiore del fatturato all’estero.

Sono imprese che operano in settori produttivi fondamentali per l’economia del Lazio, dall’estrazione mineraria all’industria lattiero-casearia e di altri prodotti alimentari, alla produzione di bevande, la tessitura e l’abbigliamento fino all’industria dei prodotti farmaceutici, della ceramica e alla fabbricazione di apparecchiature di cablaggio.

Sono 25 settori interessati per un totale di 3.453 famiglie di aziende che si confrontano su un mercato vastissimo, dove il successo si gioca su qualità, costi di produzione ed efficienza produttiva. Si tratta di imprese costantemente alla ricerca di soluzioni innovative e nuove combinazioni di prodotto/mercato per le quali si riduce la percentuale dello 0,92%, passando da 4,82% a 3,90% a partire dall’anno fiscale 2019.

Significa, per le imprese interessate, un risparmio medio di 5mila euro l’anno con una riduzione media per azienda del 19,1%.

Ci si rivolge, in questa fase, alle imprese che vendono all’estero perché sono quelle che costituiscono l’anima dell’apparato industriale capace in questi anni di sostenere il confronto con la concorrenza internazionale rinnovando strategie e processi.

Irpef

Il Bilancio 2019-2021 conferma le esenzioni (2,3 milioni di contribuenti) e le riduzioni dell’addizionale regionale (500mila contribuenti) con un criterio di progressività per i soggetti con reddito imponibile superiore a 35mila euro e fino a 75mila euro.

In particolare, l’esclusione dalla maggiorazione riguarda i soggetti con reddito imponibile fino a 35 mila euro, i nuclei familiari numerosi (con tre o più figli a carico) e quelli con uno o più figli portatori di handicap, gli ultrasettantenni portatori di handicap appartenenti a nuclei familiari con un reddito non superiore a 50 mila euro.

La rimodulazione progressiva, in chiave riduttiva, del prelievo Irpef per i soggetti con reddito superiore a 35 mila euro ricalca quella dell’anno fiscale 2018:

 

    per i redditi compresi tra 15.000 euro e 28.000 euro, il prelievo aggiuntivo si conferma ridotto dall’1,6% all’1% (da 3,33% complessivo al 2,73%);

    per i redditi compresi tra 28.000 euro e 55.000 euro, il prelievo aggiuntivo si conferma ridotto dall’1,6% all’1,2% (da 3,33% al 2,93%);

 

         per i redditi compresi tra 55.000 euro e 75.000 euro, il prelievo aggiuntivo si conferma ridotto dall’1,6% all’1,5% (da 3,33% portando al 3,23%);

         per i redditi oltre 75.000 euro, il prelievo aggiuntivo è di 1,6% (3,33%)

2)    AZIENDA ZERO: OBIETTIVO OTTIMIZZARE I SERVIZI SENZA NESSUN COSTO AGGIUNTIVO E VELOCIZZARE GLI INVESTIMENTI

NON FORNISCE SERVIZI SANITARI, MA SERVIZI ALLE ASL O AZIENDE OSPEDALIERE PER EFFICIENTARE IL SISTEMA ED EVITARE DUPLICAZIONI

AZIENDA ZERO

La Legge di stabilità 2019 prevede l’istituzione, nell’ambito del Sistema Sanitario Regionale, l’Azienda sanitaria denominata “Azienda Zero”, che nasce con l’obiettivo di ottimizzare gli assetti istituzionali e organizzativi del SSR attraverso l’integrazione funzionale dei servizi sanitari e operativi di supporto a valenza regionale. L’Azienda Zero non avrà nessun costo aggiuntivo per la sua realizzazione né per il personale o la sede poiché il personale verrà preso in mobilità dalle Asl e la sede si sceglierà nell’ambito del patrimonio sanitario.

La proposta di creare “Azienda Zero”, uno dei punti del programma elettorale di Zingaretti, si inserisce all’interno del Programma Operativo per ottenere un miglioramento dei livelli di conoscenza e competenza delle Aziende Sanitarie.

L’integrazione dei servizi di supporto sanitari e operativi, come dimostrano altre esperienze regionali, consente di limitare i costi gestionali e di raggiungere un miglioramento dell’efficienza ed efficacia delle prestazioni, liberando risorse per lo sviluppo e la qualità nell’ambito dei servizi assistenziali.

L’Azienda svolgerà le attività di gestione, controllo e monitoraggio per i seguenti ambiti: 1) piani di acquisti, annuali e pluriennali per l’approvvigionamento di beni e servizi e per la manutenzione e valorizzazione del patrimonio mobiliare e immobiliare delle aziende sanitarie; eventuale gestione di procedure di gara; 2) sistema centralizzato dei pagamenti dei fornitori; 3) sistema documentale e del personale in servizio presso il SSR e supporto all’alta formazione; 4) magazzini e logistica distributiva; 5) sistema informativo sanitario regionale e delle tecnologie di informazione e comunicazione correlate; 6)supporto tecnico alla realizzazione degli investimenti (La Regione Lazio ha un piano di investimenti pluriennale in edilizia sanitaria per la cifra record di 1 miliardo di euro in parte già cantierabili e in parte in fase di programmazione).

Le finalità della nuova Azienda Zero prevedono il rafforzamento del ruolo e delle funzioni della governance regionale; consentirà alle Aziende la piena focalizzazione sui servizi alla persona; semplificherà ed efficienterà la catena di comando; genererà una cooperazione intermedia tra le Aziende al fine di perseguire standard di processo e risultato.

NORME PER FAVORIRE L’INTERSCAMBIO DEL PERSONALE DEL SSR

Per dare avvio all’Azienda zero, si intende favorire l’interscambio di risorse umane tra il personale della Regione e il personale delle Aziende ed Enti del Servizio Sanitario Regionale affinché condividano medesimi percorsi formativi e professionali per una reale ed efficace integrazione e collaborazione nei vari ambiti finalizzati a garantire la tutela della salute. Si intende così dare l’input a un percorso virtuoso finalizzato al conseguimento di livelli di alta professionalizzazione nel sistema di governo della salute pubblica, potenziando la qualità dei servizi offerti dalle singole Aziende Sanitarie e dalla Regione Lazio. Ciò anche in considerazione dei diversi contratti collettivi vigenti.

3)    MISURE PER GLI ENTI LOCALI E TUTELA PATRIMONIO STORICO-ARTISTICO REGIONALE

Agevolazioni per i comuni in dissesto finanziario

Per tutti i Comuni del Lazio in dissesto finanziario sono previste delle agevolazioni della compartecipazione agli investimenti in conto capitale, finanziati con risorse regionali, già previste per i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti (legge regionale 17/2016, art. 3, comma 153). Nessuna compartecipazione per finanziamenti fino a euro 200.000,00 e si prevede il 5% di compartecipazione per finanziamenti superiori a euro 200.000,00 e inferiori a euro 300.000,00.

Valorizzazione dei beni culturali

Si prevede lo stanziamento di contributi in favore dei piccoli comuni per gli interventi di valorizzazione del proprio patrimonio culturale mediante l’istituzione di un apposito fondo di 2mln di euro nel triennio.

Concessione gratuita dei beni culturali regionali

E’ prevista la concessione a titolo gratuito per 50 anni dei beni immobili regionali d’interesse artistico, storico, archeologico allo Stato, agli enti locali, agli enti ecclesiastici e al Terzo Settore. Saranno inoltre attivate, d’intesa con il Mibacforme speciali di partenariato con enti e organismi pubblici e con soggetti privati, come previsto dal Codice dei contratti pubblici.

4)    UNA NUOVA PAGINA PER I PARCHI REGIONALI

A partire dal 1° gennaio 2019, le sanzioni derivanti da violazioni accertate dal personale di sorveglianza dei Parchi regionali (guardiaparco) resteranno a disposizione dei medesimi Parchi e dei loro bilanci. Si tratta di un ulteriore sostegno finanziario per gli Enti parco che avranno a disposizione risorse in più da poter utilizzare per la tutela e per la valorizzazione del patrimonio naturale regionale.

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