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Imprese: regione Lazio, 20 milioni per start up innovazione e Pmi

Imprese: regione Lazio, 20 milioni per start up innovazione e Pmi

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha presentato questa mattina un avviso – Innova Venture – per investire 20 milioni direttamente nel capitale di start-up e Pmi del Lazio, insieme a coinvestitori privati e indipendenti, al fine di far nascere, sviluppare o consolidare i loro progetti imprenditoriali. Si tratta di una iniziativa di venture capital della Regione, che va ad affiancarsi all’altro strumento, Lazio Venture, che mette in campo 56 milioni. Si tratta dunque di quasi 80 milioni di euro di fondi Ue del Por-Fesr 2014-20 che nei prossimi mesi andranno a stimolare l’arrivo di altre decine di milioni di euro da parte dei privati.

La Regione, e’ stato ricordato, e’ attiva nel venture capital sin dalla programmazione Ue 2007-2013; ha gia’ investito, tra il 2011 e il 2017, 20,4 milioni di euro nella partecipazione in 33 imprese del territorio, mobilitando circa 10 milioni di investimenti aggiuntivi, un’opera continuata con l’attuale programmazione. La Regione, tramite Lazio Innova, ha deciso di investire sia in fondi di investimento interessati a localizzarsi e svilupparsi nel Lazio, tramite il ‘fondo di fondi’ Lazio Venture, sia direttamente nelle imprese, tramite appunto Innova Venture.

L’avviso di oggi ha una dotazione finanziaria di 20 milioni, ed e’ stato costituito per investire direttamente, insieme a coinvestitori privati e indipendenti, nel capitale di rischio delle startup e nelle Pmi del Lazio. Tra i coinvestitori – che possono essere persone fisiche o giuridiche – rientrano i fondi di investimento vigilati, i business angel, altri investitori finanziari e industriali. Gli investimenti del nuovo fondo riguardano esclusivamente imprese che non siano risultate di interesse da parte dei fondi cofinanziati da Lazio Venture.

Almeno il 50% degli investimenti sara’ in imprese nell’ambito delle aree della ‘Smart Specialisation Strategy’ della Regione Lazio e ai settori ‘ad alta intensita’ di conoscenza’.

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